Emanuele Andreani

119: freedom of choice or obligation?, 2018

Washington, 29 settembre 2014 – L’Italia guiderà nei prossimi cinque anni le strategie e le campagne vaccinali nel mondo. È quanto deciso al Global Health Security Agenda (GHSA) che si è svolto alla Casa Bianca. Il nostro Paese, rappresentato dal Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, accompagnata dal Presidente dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) prof. Sergio Pecorelli, ha ricevuto l’incarico dal Summit di 40 Paesi.

In Italia attualmente stiamo assistendo ad una vera e propria campagna mediatica e politica che sta concentrando tutta la sua attenzione solo ed esclusivamente sulle vaccinazioni pediatriche. È opportuno, ricordare che la copertura vaccinale di cui parla continuamente il nostro Ministero della Salute e che, dovrebbe essere pari al 95% della popolazione per evitare la ricomparsa delle malattie oggetto dei vaccini, si riferisce alla sola popolazione pediatrica (fascia 0-16) come dichiarato espressamente dal sito dell’Istituto Superiore di Sanità (doc. 11). Considerando che la popolazione pediatrica costituisce il 16% della popolazione complessiva italiana e il restante 84% sono adulti, è chiaro che in realtà, la copertura vaccinale non potrà raggiungere il 95% della popolazione posto che vi è una larga fetta di cittadini che non risultano immunizzati. Questo per diversi motivi: non sono stati vaccinati in quanto nati prima dell’introduzione dei medesimi vaccini (vedi per esempio: morbillo, parotite, rosolia, introdotto nel 1982) per i quali non hanno poi provveduto in età adulta, oppure hanno perso l’immunità. Vediamo come nel corso degli ultimi anni, si è assistito ad un crescente allarmismo alimentato dal Ministero della Salute e dai principali organi della Sanità italiana che hanno determinato panico tra la popolazione con la richiesta, sempre più corposa, di diversi vaccini, passati da 4 a 10 vaccini obbligatori.
Manifestazione Free-Vax, Roma 24 Febbraio 2018  - 

TESTO DEL DECRETO-LEGGE 7 GIUGNO 2017, N. 73

COORDINATO CON LA LEGGE DI CONVERSIONE 31 LUGLIO 2017, N. 119

«Disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale, di malattie infettive e di controversie relative alla somministrazione di farmaci.». (17A05515)

Art. 1

Disposizioni in materia di vaccini

  1. Al fine di assicurare la tutela della salute pubblica e il mantenimento di adeguate condizioni di sicurezza epidemiologica in termini di profilassi e di copertura vaccinale, nonché di garantire il conseguimento degli obiettivi prioritari del Piano nazionale prevenzione vaccinale 2017/2019, di cui all’intesa sancita dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano in data 19 gennaio 2017, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 41 del 18 febbraio 2017, ed il rispetto degli obblighi assunti a livello europeo ed internazionale, per i minori di eta’ compresa tra zero e sedici anni e per tutti i minori stranieri non accompagnati sono obbligatorie e gratuite, in base alle specifiche indicazioni del Calendario vaccinale nazionale relativo a ciascuna coorte di nascita, le vaccinazioni di seguito indicate:

    a) anti-poliomielitica;

    b) anti-difterica;

    c) anti-tetanica;

    d) anti-epatite B;

    e) anti-pertosse;

    f) anti-Haemophilus influenzae tipo b;
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Manifestazione Free-Vax, Roma 24 Febbraio 2018


TESTO DEL DECRETO-LEGGE 7 GIUGNO 2017, N. 73

COORDINATO CON LA LEGGE DI CONVERSIONE 31 LUGLIO 2017, N. 119

«Disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale, di malattie infettive e di controversie relative alla somministrazione di farmaci.». (17A05515)

Art. 1

Disposizioni in materia di vaccini

1. Al fine di assicurare la tutela della salute pubblica e il mantenimento di adeguate condizioni di sicurezza epidemiologica in termini di profilassi e di copertura vaccinale, nonché di garantire il conseguimento degli obiettivi prioritari del Piano nazionale prevenzione vaccinale 2017/2019, di cui all’intesa sancita dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano in data 19 gennaio 2017, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 41 del 18 febbraio 2017, ed il rispetto degli obblighi assunti a livello europeo ed internazionale, per i minori di eta’ compresa tra zero e sedici anni e per tutti i minori stranieri non accompagnati sono obbligatorie e gratuite, in base alle specifiche indicazioni del Calendario vaccinale nazionale relativo a ciascuna coorte di nascita, le vaccinazioni di seguito indicate:

a) anti-poliomielitica;

b) anti-difterica;

c) anti-tetanica;

d) anti-epatite B;

e) anti-pertosse;

f) anti-Haemophilus influenzae tipo b;

“I miei due figli sono parzialmente vaccinati, tengo a sottolineare che ho iniziato a vaccinarli volontariamente, non obbligata dal decreto vigente. Ho intenzione di concludere il ciclo vaccinale in corso poiché sono favorevole, ma rimango convinta che un decreto legislativo tramite coercizione non mi spingerebbe a farlo se io non fossi già a favore. Per un genitore l’obbligo non è un elemento sufficiente per spingerlo a prendere una decisone. Perciò pur vaccinando i miei figli ho manifestato contro il decreto e non sono l’unica ad averlo fatto. Fortunatamente la nostra scuola ha affrontato l’argomento vaccini con molta serenità, in primis non discriminando chi ha deciso di non attenersi al decreto. In molti casi bambini di sei anni sono stati o verranno esclusi, in seguito alle pressioni di altri genitori, dalla scuola a tre mesi dalla fine di questa, augurando persino loro di  ammalarsi. Non penso, pur non essendo un medico, che si possa sviluppare improvvisamente un’epidemia che giustifichi l’esclusione di bambini, che fino a ieri hanno convissuto con mio figlio in una classe, da scuola. Un soggetto vaccinato teoricamente non può ammalarsi stando a contatto con uno che non lo è, pertanto non trovo ragione per accanirsi contro chi ha fatto una scelta diversa dalla propria. Dunque io ho vaccinato i miei figli dopo attente valutazioni consapevole dei possibili rischi che corro. Sono certa che se ci fosse stata una corretta informazione da parte dello stato molte altre famiglie avrebbero avuto più fiducia, magari rivedendo persino la loro posizione radicale. Questo ha fatto scaturire una guerra civile tra genitori di pensieri opposti. In definitiva posso dire di essere profondamente contraria al decreto perché secondo il mio giudizio è stato studiato velocemente e male sulla base di un’emergenza inesistente che ha portato la popolazione a chiedersi quale fosse l’improvviso problema.”
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“I miei due figli sono parzialmente vaccinati, tengo a sottolineare che ho iniziato a vaccinarli volontariamente, non obbligata dal decreto vigente. Ho intenzione di concludere il ciclo vaccinale in corso poiché sono favorevole, ma rimango convinta che un decreto legislativo tramite coercizione non mi spingerebbe a farlo se io non fossi già a favore. Per un genitore l’obbligo non è un elemento sufficiente per spingerlo a prendere una decisone. Perciò pur vaccinando i miei figli ho manifestato contro il decreto e non sono l’unica ad averlo fatto. Fortunatamente la nostra scuola ha affrontato l’argomento vaccini con molta serenità, in primis non discriminando chi ha deciso di non attenersi al decreto. In molti casi bambini di sei anni sono stati o verranno esclusi, in seguito alle pressioni di altri genitori, dalla scuola a tre mesi dalla fine di questa, augurando persino loro di ammalarsi. Non penso, pur non essendo un medico, che si possa sviluppare improvvisamente un’epidemia che giustifichi l’esclusione di bambini, che fino a ieri hanno convissuto con mio figlio in una classe, da scuola. Un soggetto vaccinato teoricamente non può ammalarsi stando a contatto con uno che non lo è, pertanto non trovo ragione per accanirsi contro chi ha fatto una scelta diversa dalla propria. Dunque io ho vaccinato i miei figli dopo attente valutazioni consapevole dei possibili rischi che corro. Sono certa che se ci fosse stata una corretta informazione da parte dello stato molte altre famiglie avrebbero avuto più fiducia, magari rivedendo persino la loro posizione radicale. Questo ha fatto scaturire una guerra civile tra genitori di pensieri opposti. In definitiva posso dire di essere profondamente contraria al decreto perché secondo il mio giudizio è stato studiato velocemente e male sulla base di un’emergenza inesistente che ha portato la popolazione a chiedersi quale fosse l’improvviso problema.”

“I nostri figli non sono assolutamente vaccinati, ma questa scelta è stata fatta ancora prima della loro nascita pertanto il nuovo protocollo vaccinale non ha influito su questa nostra decisione. Nel passato i vaccini sono stati sicuramente utili, ma secondo la mia opinione, non così tanto come tentano di affermare i cosiddetti “pro-vax”. A debellare malattie come poliomielite, morbillo e tetano secondo il mio punto di vista non sono stati i vaccini, peraltro introdotti dopo il forte calo di tali malattie, ma semplicemente le migliorate condizioni igienico-sanitarie. Molte altre malattie come varicella e pertosse sono ancora diffuse tra i bambini sia vaccinati che non, l’anno scorso nel nostro ci sono stati ben tredici casi di varicella presi da una bambina vaccinata. 

Lo stato non informa in modo corretto riguardo al rapporto rischio-beneficio dei vaccini e per avvalorare il decreto Lorenzin ha lanciato allarmismi riferiti a dei casi di morte da morbillo nei quali i soggetti soffrivano però già di gravi patologie. Una tra tutte è il caso di un bambino deceduto a causa del morbillo ricoverato in terapia intensiva e malato di leucemia.

Nel 2004 si era addirittura discusso della possibile abolizione dell’obbligo vaccinale appunto per la notevole riduzione dei casi di contagio, era perfino presente un documento sul sito dell’ISS che affermava la marginale necessità di obbligatorietà dei vaccini per diversi e validi motivi. Ora tale documento non è più presente, è stato eliminato dalla visione pubblica come altri documenti scomodi per la riuscita del famigerato decreto. 

L’Italia inoltre nel 2014 si è dichiarata capofila mondiale nel diffondere vaccinazioni per i successivi cinque anni, la GLAXO maggior multinazionale farmaceutica ha perciò investito un miliardo di euro per aprire un nuovo stabilimento sul territorio italiano, sotto il governo del PD di Matteo Renzi. È evidente che sono stati fatti gli interessi delle case farmaceutiche e non della popolazione: non è stata permessa la produzione di vaccini monovalenti anche se per legge è possibile richiederli, poiché tali case farmaceutiche non hanno avuto interesse economico nel produrli. In definitiva posso affermare che questa nuova legge è stata studiata per favorire gli accordi tra i vai esponenti politici del governo italiano e le cosiddette big-pharma. Le somministrazioni vaccinali sono molto nocive per il corpo umano poiché contengono sostanze neurotossiche come mercurio, sali di alluminio e formaldeide che a lungo termine portano danni a livello neurologico depositandosi all’interno del cervello. Un ulteriore aspetto veramente raccapricciante è la scoperta di cellule fetali nella composizione dei vaccini. Questi ultimi vengono prodotti su cellule di feti abortiti e su cellule animali nelle quali è presente una parte di DNA e tale materiale viene inoculato nel corpo dei bambini portando ad una graduale modifica del genoma. Detto ciò credo che lo stato ci voglia rendere malati cronici che hanno bisogno di cure e medicinali durante tutta la vita per aumentare sostanzialmente il fatturato delle “big-pharma” come la sopracitata GLAXO. Il settore vaccinale è diventato un vero e proprio business nel quale vengono studiati sempre nuovi vaccini, tra gli ultimi quello contro l’overdose da droghe e quello contro l’acne. La mia esperienza di mamma mi porta ad affermare che i miei bambini non vaccinati sono molto più sani rispetto a quelli che lo sono e continuerò su questa linea nonostante il decreto.”
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“I nostri figli non sono assolutamente vaccinati, ma questa scelta è stata fatta ancora prima della loro nascita pertanto il nuovo protocollo vaccinale non ha influito su questa nostra decisione. Nel passato i vaccini sono stati sicuramente utili, ma secondo la mia opinione, non così tanto come tentano di affermare i cosiddetti “pro-vax”. A debellare malattie come poliomielite, morbillo e tetano secondo il mio punto di vista non sono stati i vaccini, peraltro introdotti dopo il forte calo di tali malattie, ma semplicemente le migliorate condizioni igienico-sanitarie. Molte altre malattie come varicella e pertosse sono ancora diffuse tra i bambini sia vaccinati che non, l’anno scorso nel nostro ci sono stati ben tredici casi di varicella presi da una bambina vaccinata.

Lo stato non informa in modo corretto riguardo al rapporto rischio-beneficio dei vaccini e per avvalorare il decreto Lorenzin ha lanciato allarmismi riferiti a dei casi di morte da morbillo nei quali i soggetti soffrivano però già di gravi patologie. Una tra tutte è il caso di un bambino deceduto a causa del morbillo ricoverato in terapia intensiva e malato di leucemia.

Nel 2004 si era addirittura discusso della possibile abolizione dell’obbligo vaccinale appunto per la notevole riduzione dei casi di contagio, era perfino presente un documento sul sito dell’ISS che affermava la marginale necessità di obbligatorietà dei vaccini per diversi e validi motivi. Ora tale documento non è più presente, è stato eliminato dalla visione pubblica come altri documenti scomodi per la riuscita del famigerato decreto.

L’Italia inoltre nel 2014 si è dichiarata capofila mondiale nel diffondere vaccinazioni per i successivi cinque anni, la GLAXO maggior multinazionale farmaceutica ha perciò investito un miliardo di euro per aprire un nuovo stabilimento sul territorio italiano, sotto il governo del PD di Matteo Renzi. È evidente che sono stati fatti gli interessi delle case farmaceutiche e non della popolazione: non è stata permessa la produzione di vaccini monovalenti anche se per legge è possibile richiederli, poiché tali case farmaceutiche non hanno avuto interesse economico nel produrli. In definitiva posso affermare che questa nuova legge è stata studiata per favorire gli accordi tra i vai esponenti politici del governo italiano e le cosiddette big-pharma. Le somministrazioni vaccinali sono molto nocive per il corpo umano poiché contengono sostanze neurotossiche come mercurio, sali di alluminio e formaldeide che a lungo termine portano danni a livello neurologico depositandosi all’interno del cervello. Un ulteriore aspetto veramente raccapricciante è la scoperta di cellule fetali nella composizione dei vaccini. Questi ultimi vengono prodotti su cellule di feti abortiti e su cellule animali nelle quali è presente una parte di DNA e tale materiale viene inoculato nel corpo dei bambini portando ad una graduale modifica del genoma. Detto ciò credo che lo stato ci voglia rendere malati cronici che hanno bisogno di cure e medicinali durante tutta la vita per aumentare sostanzialmente il fatturato delle “big-pharma” come la sopracitata GLAXO. Il settore vaccinale è diventato un vero e proprio business nel quale vengono studiati sempre nuovi vaccini, tra gli ultimi quello contro l’overdose da droghe e quello contro l’acne. La mia esperienza di mamma mi porta ad affermare che i miei bambini non vaccinati sono molto più sani rispetto a quelli che lo sono e continuerò su questa linea nonostante il decreto.”
Manifestazione Free-Vax, Roma 24 Febbraio 2018
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Manifestazione Free-Vax, Roma 24 Febbraio 2018
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Manifestazione Free-Vax, Roma 24 Febbraio 2018
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Manifestazione Free-Vax, Roma 24 Febbraio 2018

“La mia storia per quanto riguarda il tema vaccini, è molto particolare: ho avuto il mio primo figlio in giovane età e, non avendo molte informazioni riguardo al tema, l’ho vaccinato completamente. Purtroppo ha avuto subito delle reazioni avverse. Detto ciò, dopo aver avuto la mia seconda figlia ho ragionato attentamente con il mio compagno prima di prendere una decisione; siamo stati tranquillizzati da alcuni medici dell’ASUR ed infine abbiamo optato per le sole vaccinazioni obbligatorie, che al tempo erano solamente quattro. Solo in seguito poi sono venuta a conoscenza che le furono somministrati sei vaccini anziché quattro perché il vaccino in vigore era un esavalente. Tutto ciò per me è stato inaccettabile. Dopo l’inizio della scuola a mia figlia sono state diagnosticate dislessia, disortografia e discalculia, patologie che sono gradualmente aumentate e in continua crescita tutt’ora. Non sono assolutamente certa del collegamento di ciò ai vaccini, ma non lo escludo nemmeno dato che ci sono stati diversi studi che affermano le possibili problematiche a livello neurologico dovute alla presenza di metalli pesanti all’interno delle soluzioni vaccinali. Il mio timore maggiore deriva dal fatto che ci sono, in mia opinione, diversi punti d’ombra all’interno del decreto Lorenzin, ne è un esempio la confermata riluttanza da parte dello stato ad assumersi la responsabilità per possibili reazioni avverse, anche a lungo termine, provocate dai vaccini stessi. Io vorrei rispettare il senso civico, ma non voglio assolutamente rischiare di arrecare danni alla salute di mia figlia. Questa legge inoltre risulta molto confusa ai miei occhi, poiché è stata introdotta dal governo del partito democratico che dovrebbe tutelare le classi più deboli e in difficoltà, non fruttare queste ultime per esperimenti vaccinali. Inoltre la legge è stata approvata tramite un decreto d’urgenza fingendo un’epidemia di morbillo che semplicemente non esiste; non ci sono dati ne conferme che avvalorano questa tesi. perciò io mi chiedo quale sia il senso di tale accanimento contro i più piccoli e le rispettive famiglie. Io non sono contro i vaccini, mio figlio è completamente vaccinato e mia figlia lo è parzialmente ed avrei continuato il ciclo se lo stato non mi avesse praticamente tolto qualsiasi libertà di scelta. Esigo un colloquio con l’ASUR, è un mio diritto poter essere informata correttamente e non accetto di essere presa in giro dal sistema.

L’ultima questione spinosa che vorrei portare alla luce è a proposito delle sanzioni previste: nella fascia dai sei ai sedici anni pagando la multa il bambino può andare a scuola perché non può essere allontanato dalla scuola dell’obbligo, ma pagando ogni anno tale sanzione lo stato potrebbe valutare un comportamento negligente da parte del genitore, che in modo recidivo continua ad ammettere un illecito ed arrivare persino a togliergli la custodia del minore. Io non sono disposta a subire un affronto del genere, non pagherò mai la sanzione a costo di dovermi trovare davanti a una giuria. 

In definitiva posso affermare di essere una persona che non crede alla cieca né alla medicina né alla scienza ma una persona che ha bisogno di prove e studi credibili prima di mettere la vita della propria figlia nelle mani altrui. Pertanto non intendo continuare a vaccinare mia figlia senza avere delle informazioni adeguate e sicure”.
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“La mia storia per quanto riguarda il tema vaccini, è molto particolare: ho avuto il mio primo figlio in giovane età e, non avendo molte informazioni riguardo al tema, l’ho vaccinato completamente. Purtroppo ha avuto subito delle reazioni avverse. Detto ciò, dopo aver avuto la mia seconda figlia ho ragionato attentamente con il mio compagno prima di prendere una decisione; siamo stati tranquillizzati da alcuni medici dell’ASUR ed infine abbiamo optato per le sole vaccinazioni obbligatorie, che al tempo erano solamente quattro. Solo in seguito poi sono venuta a conoscenza che le furono somministrati sei vaccini anziché quattro perché il vaccino in vigore era un esavalente. Tutto ciò per me è stato inaccettabile. Dopo l’inizio della scuola a mia figlia sono state diagnosticate dislessia, disortografia e discalculia, patologie che sono gradualmente aumentate e in continua crescita tutt’ora. Non sono assolutamente certa del collegamento di ciò ai vaccini, ma non lo escludo nemmeno dato che ci sono stati diversi studi che affermano le possibili problematiche a livello neurologico dovute alla presenza di metalli pesanti all’interno delle soluzioni vaccinali. Il mio timore maggiore deriva dal fatto che ci sono, in mia opinione, diversi punti d’ombra all’interno del decreto Lorenzin, ne è un esempio la confermata riluttanza da parte dello stato ad assumersi la responsabilità per possibili reazioni avverse, anche a lungo termine, provocate dai vaccini stessi. Io vorrei rispettare il senso civico, ma non voglio assolutamente rischiare di arrecare danni alla salute di mia figlia. Questa legge inoltre risulta molto confusa ai miei occhi, poiché è stata introdotta dal governo del partito democratico che dovrebbe tutelare le classi più deboli e in difficoltà, non fruttare queste ultime per esperimenti vaccinali. Inoltre la legge è stata approvata tramite un decreto d’urgenza fingendo un’epidemia di morbillo che semplicemente non esiste; non ci sono dati ne conferme che avvalorano questa tesi. perciò io mi chiedo quale sia il senso di tale accanimento contro i più piccoli e le rispettive famiglie. Io non sono contro i vaccini, mio figlio è completamente vaccinato e mia figlia lo è parzialmente ed avrei continuato il ciclo se lo stato non mi avesse praticamente tolto qualsiasi libertà di scelta. Esigo un colloquio con l’ASUR, è un mio diritto poter essere informata correttamente e non accetto di essere presa in giro dal sistema.

L’ultima questione spinosa che vorrei portare alla luce è a proposito delle sanzioni previste: nella fascia dai sei ai sedici anni pagando la multa il bambino può andare a scuola perché non può essere allontanato dalla scuola dell’obbligo, ma pagando ogni anno tale sanzione lo stato potrebbe valutare un comportamento negligente da parte del genitore, che in modo recidivo continua ad ammettere un illecito ed arrivare persino a togliergli la custodia del minore. Io non sono disposta a subire un affronto del genere, non pagherò mai la sanzione a costo di dovermi trovare davanti a una giuria.

In definitiva posso affermare di essere una persona che non crede alla cieca né alla medicina né alla scienza ma una persona che ha bisogno di prove e studi credibili prima di mettere la vita della propria figlia nelle mani altrui. Pertanto non intendo continuare a vaccinare mia figlia senza avere delle informazioni adeguate e sicure”.

“Al mio primo figlio ho fatto fare il vaccino esavalente ed i successivi tre richiami. L’anno seguente è nato il secondo bambino al quale ho fatto fare i primi due richiami dell’esavalente dopodiché ho volontariamente interrotto il ciclo avendo notato in lui diversi problemi di salute, che però mi hanno spaventata, e da quel momento mi sono informata in maniera più approfondita. A spingermi in questa direzione sono stati anche diversi incontri con genitori aventi figli danneggiati dai vaccini o che ne hanno tratto reazioni avverse. Ho perciò cominciato a dubitare dell’emergenza di vaccinare. Dopo aver richiesto diversi appuntamenti all’ASUR, dalla quale non ho mai ricevuto risposta, ho deciso di non continuare i cicli vaccinali senza sapere cosa viene somministrato e con che metodo. Pertanto non ho più fiducia in queste istituzioni. Ho preso questa decisone anche in seguito ad un confronto più accurato con mio marito.”

“Ho una visione del tutto differente. Personalmente ho un problema con l’intero comparto sanitario italiano poiché vedo molte situazioni in cui la salute delle persone passa in secondo piano. Documenti affermano che ci sono stati accordi fra le case farmaceutiche e la politica italiana, il che ha scaturito non solo in me diversi dubbi e sospetti; e non associare questo fatto con la legge Lorenzin è da ingenui. Secondo il mio parere i bambini vengono utilizzati come cavie umane per testare i vaccini, dato che questi ultimi non vengono testati su nulla. Infatti ci sono studi sul contenuto dei vaccini ma non sulle loro funzioni effettive, dunque ritengo che tutto questo sia solo per uno scopo economico, reso legale sotto forma di legge. Sinceramente ritengo che ci sia una scarsa possibilità di evitare tale situazione poiché si parla di interessi anche al di fuori dell’Italia, non si può combattere contro il profitto e il conflitto d’interessi che ci sono dietro. Lo stato sta cercando di riproporre vaccini per malattie in Italia ormai debellate; in un protocollo normale non si sottoporrebbe mai un bambino ad una vaccinazione massiccia per cui il sistema immunitario non reggerebbe, perciò viene fatto esclusivamente per constatare il punto di rottura. Nel caso europeo i paesi più poveri sono quelli del sud e logicamente si sperimenta su di essi. In alcuni paesi come Stati Uniti, Inghilterra e Australia il vaccino esavalente è stato bandito o non è mai esistito poiché alcuni dei suoi componenti non rispecchiavano il protocollo minimo di sicurezza. Quelli che vengono definiti conservanti in realtà sono agglomeranti che non servono per la conservazione ma per costruire la molecola complessa del vaccino stesso. In Australia, ad esempio, alle multinazionali mediche è stato richiesto di certificare la provenienza di tali componenti, dato l’alto tasso di rischio di infezione; come ci si può immaginare nessuna di queste multinazionali ha voluto consegnare i documenti richiesti. Pertanto l’Australia ha deciso di non accettare il prodotto e di non inserirlo all’interno della nazione. Quella che per l’Italia è una posizione molto radicale per alcune grosse nazioni è solo un prodotto che viene fisicamente scartato. Tale episodio scaturisce una serie di interrogativi leciti, ed è per tutti questi motivi che non intenderò più sottoporre a vaccino i miei figli.”
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“Al mio primo figlio ho fatto fare il vaccino esavalente ed i successivi tre richiami. L’anno seguente è nato il secondo bambino al quale ho fatto fare i primi due richiami dell’esavalente dopodiché ho volontariamente interrotto il ciclo avendo notato in lui diversi problemi di salute, che però mi hanno spaventata, e da quel momento mi sono informata in maniera più approfondita. A spingermi in questa direzione sono stati anche diversi incontri con genitori aventi figli danneggiati dai vaccini o che ne hanno tratto reazioni avverse. Ho perciò cominciato a dubitare dell’emergenza di vaccinare. Dopo aver richiesto diversi appuntamenti all’ASUR, dalla quale non ho mai ricevuto risposta, ho deciso di non continuare i cicli vaccinali senza sapere cosa viene somministrato e con che metodo. Pertanto non ho più fiducia in queste istituzioni. Ho preso questa decisone anche in seguito ad un confronto più accurato con mio marito.”

“Ho una visione del tutto differente. Personalmente ho un problema con l’intero comparto sanitario italiano poiché vedo molte situazioni in cui la salute delle persone passa in secondo piano. Documenti affermano che ci sono stati accordi fra le case farmaceutiche e la politica italiana, il che ha scaturito non solo in me diversi dubbi e sospetti; e non associare questo fatto con la legge Lorenzin è da ingenui. Secondo il mio parere i bambini vengono utilizzati come cavie umane per testare i vaccini, dato che questi ultimi non vengono testati su nulla. Infatti ci sono studi sul contenuto dei vaccini ma non sulle loro funzioni effettive, dunque ritengo che tutto questo sia solo per uno scopo economico, reso legale sotto forma di legge. Sinceramente ritengo che ci sia una scarsa possibilità di evitare tale situazione poiché si parla di interessi anche al di fuori dell’Italia, non si può combattere contro il profitto e il conflitto d’interessi che ci sono dietro. Lo stato sta cercando di riproporre vaccini per malattie in Italia ormai debellate; in un protocollo normale non si sottoporrebbe mai un bambino ad una vaccinazione massiccia per cui il sistema immunitario non reggerebbe, perciò viene fatto esclusivamente per constatare il punto di rottura. Nel caso europeo i paesi più poveri sono quelli del sud e logicamente si sperimenta su di essi. In alcuni paesi come Stati Uniti, Inghilterra e Australia il vaccino esavalente è stato bandito o non è mai esistito poiché alcuni dei suoi componenti non rispecchiavano il protocollo minimo di sicurezza. Quelli che vengono definiti conservanti in realtà sono agglomeranti che non servono per la conservazione ma per costruire la molecola complessa del vaccino stesso. In Australia, ad esempio, alle multinazionali mediche è stato richiesto di certificare la provenienza di tali componenti, dato l’alto tasso di rischio di infezione; come ci si può immaginare nessuna di queste multinazionali ha voluto consegnare i documenti richiesti. Pertanto l’Australia ha deciso di non accettare il prodotto e di non inserirlo all’interno della nazione. Quella che per l’Italia è una posizione molto radicale per alcune grosse nazioni è solo un prodotto che viene fisicamente scartato. Tale episodio scaturisce una serie di interrogativi leciti, ed è per tutti questi motivi che non intenderò più sottoporre a vaccino i miei figli.”

“I nostri figli non sono assolutamente vaccinati, abbiamo sempre avuto paura dei vaccini, anche precedentemente alla nuova legge. Essendoci informati a dovere siamo giunti alla conclusione che i rischi sono reali e non così rari come tanti sostengono, di certo non uno su un milione. Secondo il nostro parere solo la parte positiva della verità viene raccontata, vengono mostrati grafici, reperibili tra l’altro nel sito dell’ISS, che rappresentano il calo di alcune malattie come la poliomielite dall’entrata in vigore del vaccino, ma in realtà la malattia era già in forte calo da diverso tempo. Noi ci sentiamo dunque ingannati dal sistema, anche perché molti dei vaccini obbligatori sono contro malattie poco diffuse o difficili da contrarre come la poliomielite e la difterite. Inoltre vorrei precisare che noi non siamo contro i vaccini, trovo che siano stati una grande scoperta, ma siamo essenzialmente contro questa pratica vaccinale attuale. Quest’ultima permette che all’interno dei vaccini vi siano presenti sostanze come la formaldeide e i sali d’alluminio, entrambi tossici e nocivi per il corpo umano. La nostra scelta quindi si basa su un rapporto rischio-beneficio, ci sono dei rischi non vaccinando ma sono sicuramente minori della possibilità che i nostri figli abbiano reazioni avverse causate da vaccini altamente tossici. Ci costringono ad effettuare questi vaccini non informandoci e non comunicandoci gli eventuali danni. Noi e il nostro comitato siamo del pensiero che ci debba essere libertà di scegliere quali vaccini effettuare e quali non effettuare, perciò riteniamo utile avere dei vaccini singoli e non quadrivalenti, tetravalenti o esavalenti. Poter diversificare la quantità e la tipologia da bambino a bambino a seconda delle esigenze e delle circostanze. Personalmente mi sento in grande difficoltà, la legge 119 mi ha fatto provare cosa significa il termine ingiustizia, il non poter parlare, il non poter essere informata, il senso di colpa che ti viene fatto sentire perfino da parte dello stato; la sfiducia nella sanità che noi proviamo oggi è tanta e, andando avanti con questi metodi, difficilmente cambieremo idea. Ogni diritto è stato tolto ai nostri figli, e ora rischiamo anche di non poterli mandare alla scuola materna. La storia dell’emergenza sanitaria ormai non sta più in piedi perché non ha alcun senso affermare che dei bambini possano essere pericolosi e mettere a rischio la salute dei compagni e pertanto escluderli dalla scuola a un mese dal termine.

Io non mi capacito come la popolazione possa credere a tutto questo senza opporsi e lottare, vorrei far presente che l’ultima volta che gruppi di bambini sono stati espulsi dalle scuole è stato per mano dei fascisti per questioni di antisemitismo. In questo modo si superano tutti i limiti della democrazia, senza una reale e pericolosa emergenza non si può rischiare di rovinare l’infanzia oppure la vita di un bambino escludendolo dal luogo dell’istruzione. L’unica speranza che ormai abbiamo, per combattere tutto l’odio e lo scalpore che si è generato, è che il partito vincitore delle elezioni sia in grado di portare a termine i punti del programma in merito a tale argomento e di risanare la frattura creatasi tra le persone e il paese stesso.”
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“I nostri figli non sono assolutamente vaccinati, abbiamo sempre avuto paura dei vaccini, anche precedentemente alla nuova legge. Essendoci informati a dovere siamo giunti alla conclusione che i rischi sono reali e non così rari come tanti sostengono, di certo non uno su un milione. Secondo il nostro parere solo la parte positiva della verità viene raccontata, vengono mostrati grafici, reperibili tra l’altro nel sito dell’ISS, che rappresentano il calo di alcune malattie come la poliomielite dall’entrata in vigore del vaccino, ma in realtà la malattia era già in forte calo da diverso tempo. Noi ci sentiamo dunque ingannati dal sistema, anche perché molti dei vaccini obbligatori sono contro malattie poco diffuse o difficili da contrarre come la poliomielite e la difterite. Inoltre vorrei precisare che noi non siamo contro i vaccini, trovo che siano stati una grande scoperta, ma siamo essenzialmente contro questa pratica vaccinale attuale. Quest’ultima permette che all’interno dei vaccini vi siano presenti sostanze come la formaldeide e i sali d’alluminio, entrambi tossici e nocivi per il corpo umano. La nostra scelta quindi si basa su un rapporto rischio-beneficio, ci sono dei rischi non vaccinando ma sono sicuramente minori della possibilità che i nostri figli abbiano reazioni avverse causate da vaccini altamente tossici. Ci costringono ad effettuare questi vaccini non informandoci e non comunicandoci gli eventuali danni. Noi e il nostro comitato siamo del pensiero che ci debba essere libertà di scegliere quali vaccini effettuare e quali non effettuare, perciò riteniamo utile avere dei vaccini singoli e non quadrivalenti, tetravalenti o esavalenti. Poter diversificare la quantità e la tipologia da bambino a bambino a seconda delle esigenze e delle circostanze. Personalmente mi sento in grande difficoltà, la legge 119 mi ha fatto provare cosa significa il termine ingiustizia, il non poter parlare, il non poter essere informata, il senso di colpa che ti viene fatto sentire perfino da parte dello stato; la sfiducia nella sanità che noi proviamo oggi è tanta e, andando avanti con questi metodi, difficilmente cambieremo idea. Ogni diritto è stato tolto ai nostri figli, e ora rischiamo anche di non poterli mandare alla scuola materna. La storia dell’emergenza sanitaria ormai non sta più in piedi perché non ha alcun senso affermare che dei bambini possano essere pericolosi e mettere a rischio la salute dei compagni e pertanto escluderli dalla scuola a un mese dal termine.

Io non mi capacito come la popolazione possa credere a tutto questo senza opporsi e lottare, vorrei far presente che l’ultima volta che gruppi di bambini sono stati espulsi dalle scuole è stato per mano dei fascisti per questioni di antisemitismo. In questo modo si superano tutti i limiti della democrazia, senza una reale e pericolosa emergenza non si può rischiare di rovinare l’infanzia oppure la vita di un bambino escludendolo dal luogo dell’istruzione. L’unica speranza che ormai abbiamo, per combattere tutto l’odio e lo scalpore che si è generato, è che il partito vincitore delle elezioni sia in grado di portare a termine i punti del programma in merito a tale argomento e di risanare la frattura creatasi tra le persone e il paese stesso.”
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https://www.emanueleandreani.it/119_freedom_of_choice_or_obligation_2018-p21842

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